Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
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Nonostante i progressi avvenuti negli ultimi decenni, sia nel campo scientifico che nella
coscienza dei diritti fondamentali delle persone, sussiste ancor oggi un grave vulnus nei
confronti delle persone affette dalla malattia diabetica per quanto riguarda l’accesso al
lavoro e, quindi, il rispetto del fondamentale principio sancito dall’art. 4 della
Costituzione che riconosce a tutti il Diritto al lavoro.
Le rammentiamo che, sotto il profilo della scienza medica, è unanimemente riconosciuto
che la malattia diabetica, ivi compresa quella, insulinodipendente, di tipo 1, non causa, di
per sé, alcuna inidoneità allo svolgimento di nessuna attività, ivi comprese quelle
lavorative. L’eventuale inidoneità, semmai, potrebbe derivare dalla presenza di
“conseguenze invalidanti” della malattia da valutare caso per caso.
Tale principio, è stato già tradotto in legge, nel nostro ordinamento, con la legge n. 115
del 1987 che, all’art. 8, sancisce che “La malattia diabetica priva di complicanze
invalidanti non costituisce motivo ostativo al rilascio del certi icato di idoneit i ica per
la iscrizione nelle scuole di ogni ordine e grado, per lo svolgimento di attività sportive a
carattere non agonistico e per l’acce o ai po ti di lavoro pubblico e privato, salvo i casi
per i quali si richiedano specifici, particolari requisiti attitudinali”.
Il carattere della idoneità lavorativa, come richiamato dalle fondamentali dichiarazioni
internazionali, non è di carattere soggettivo (cioè se la persona sia o no affetta da una
determinata malattia o limitazione funzionale), bensì di carattere relazionale (cioè se la
persona sia o meno idonea allo svolgimento della specifica attività che dovrebbe
svolgere, ovvero l’inidoneità sta nella relazione e non nelle caratteristiche soggettive).
La legge n. 115, nonostante le sue positive ricadute, non ha prodotto tutti gli effetti
desiderati, in parte per il permanere di un pregiudizio che spinge una parte dei potenziali
datori di lavoro a non assumere lavoratori diabetici, in parte perché non è stato dato
compiuto seguito alla finalità della norma del 1987, che avrebbe richiesto l’adattamento
di norme di legge o regolamentari al principio sancito da tale legge.
Ed infatti, permangono nel nostro ordinamento una serie di norme, ancora formalmente in
vigore, che escludono i lavoratori diabetici, per la sola presenza della malattia, da
numerosi impieghi pubblici e privati.
Le segnaliamo che, recentemente, il legislatore spagnolo, proprio per evitare il permanere
di qualunque discriminazione, ha abrogato, con una norma di carattere generale, tutte le
disposizioni di carattere presuntivo che impedivano l’accesso dei lavoratori diabetici in
tutti i concorsi pubblici ed in tutte le selezioni per l’accesso alle Forze Armate ed ai Corpi
di sicurezza dello Stato, affidando la valutazione concreta, caso per caso, alla luce delle
conoscenze scientifiche del momento.
Ci rivolgiamo a Lei, pregandola di valutare l’opportunità di proporre un intervento
legislativo in grado di adattare la nostra legislazione al livello delle attuali conoscenze
scientifiche in modo da far venir meno le persistenti discriminazioni nel pieno rispetto
delle esigenze di sicurezza da valutare individualmente.
Le offriamo la nostra piena collaborazione, per mezzo dei nostri consulenti tecnici sia in
campo medico che in campo giuridico, fornendole tutta la documentazione che ritenga di
utilità.

avremmo piacere di poterci confrontare, direttamente con Lei e/o con i tecnici di sua
fiducia, al fine di pervenire ad un possibile provvedimento che riteniamo di indubbio
interesse pubblico.
In attesa di cortese riscontro etc. etc.
Cagliari 19/01/2020

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