Metodologia dell'educazione all'autocontrollo Cap.10
Per l’educazione iniziale e in profondità si farà ricorso a:
- semplici corsi multidisciplinari con l’impiego di audiovisivi e di materiale didattico per l’apprendimento domiciliare; è fondamentale lasciare molto spazio alle interrogazioni dei diabetici e dei genitori;
- esercitazioni pratiche per l’esecuzione dei test e la buona tenuta del diario di autocontrollo;
- esercitazioni pratiche per l’esecuzione dell’iniezione d’insulina;
- esercitazioni pratiche per la valutazione qualitativa e quantitativa dei cibi e per la loro preparazione;
- apprendimento con personal computer, integrato da opuscoli per l’apprendimento domiciliare e da schede di controllo;
- controllo dell’informazione mediante quiz finalizzati sia alla valutazione delle conoscenze sulla malattia, sia alla verifica delle capacità di risolvere problemi;
- proiezioni teatrali.
Un ‘iniziativa particolarmente felice per l’accettazione del diabete e per una buona educazione all’autogestione sono i campi scuola la cui prima realizzazione (per merito della Dott. Andretta) in Italia, risale al 1973. Particolarmente interessanti sono i campi scuola organizzati da Bernabò a Grosseto anche perché si svolgono in una struttura aperta al pubblico ed ammettono la presenza della madre dei diabetici più piccoli (16). Sono infine da raccomandare particolarmente gli incontri con lo psicologo sia di gruppi di diabetici che di gruppi di genitori.
Sono molto utili per far cadere le tensioni eccessive, per l’autovalutazione e autoidentificazione del ruolo personale, per la crescita della solidarietà reciproca. È utile che partecipi a questi incontri anche l’assistente sociale.
Per l’educazione continuativa è predominante l’esperienza del pediatra diabetologo che in base ai risultati dell’autocontrollo dei tre mesi precedenti deciderà quali argomenti devono essere ulteriormente approfonditi dal giovane diabetico e dai suoi genitori.
Verifiche dell'autocontrollo Cap.11
Deve essere fatta ogni 3 mesi, in ambulatorio, ad opera dell’équipe educativa-assistenziale che segue il diabetico dall’inizio della malattia, deve essere accompagnata dalle seguenti analisi di laboratorio integrative:
- assetto lipidico (compreso IIDL e LDL)
- elettroliti
- uricemia
- azotemia
- creatininemia
- emocromo, sideremia
- Ves
- transaminasi, gamma GT, bilirubinemia, fosfatasi
- elettroforesi delle proteine.
In genere vengono adottati i seguenti criteri di definizione del controllo:
1) Controllo buono
Accrescimento staturoponderale e sviluppo puberale normali; ipoglicemie rare e lievi;
glicemia postprandiale inferiore a 150 mg/dl; glicosuria delle 24 ore inferiore a 5 g.; assenza di chetonuria;
trigliceridi e colesterolo normali; diario di autocontrollo aggiornato. emoglobina glicosilata tra 6 e 8.
2) Controllo discreto
Accrescimento e sviluppo puberale nei limiti della norma; alcuni episodi d’ipoglicemia e d’iperglicemia; glicemia postprandiale superiore a 180 mg/dl; glicosuria delle 24 ore inferiore a 10 g; alcuni episodi di chetonuria; trigliceridi e colesterolo ai limiti della norma; emoglobina glicosilata tra 8-10; diario di autocontrollo non sempre aggiornato.
3) Controllo cattivo Accrescimento e sviluppo sotto la norma; episodi d’ipoglicemia e d’iperglicemia; glicemia postprandiale superiore a 250 mg/dl; frequenti episodi di chetonuria; trigliceridi e colesterolo elevati; emoglobina glicosilata superiore a 12; diario di autocontrollo non aggiornato. |