179592 visitatori,
di cui 1 onlie adesso.
Aggiornato il 30.06.09



Siamo anche in








Introduzione

Igor nasce a Rimini il 24 settembre 1967. La prima squadra in cui gioca sono i Gladiatori di Protti

Sant’Elmete, quindi passa alle giovanili del Rimini e nel campionato 1983/84 a sedici anni esordisce in C1 giocando le ultime due giornate (allenatore Materazzi). Nel campionato 1984/85 con alla giuda Arrigo Sacchi, Igor fa 5 presenze ed ha il suo primo infortunio grave fratturandosi una costola prima dell'avvio del campionato. L’anno successivo l’allora dirigenti del Rimini ed estimatori di Igor Giuseppe Galassi e Pier Luigi Bergamini, legati allora presidente del Milan Giussy Farina e al Livorno, propongono al Giovane calciatore di scegliere tra la primavera del Milan e il Livorno in C1. La scelta è sofferta e cade alla fine sul Livorno. A Livorno, con Igor ed i due dirigenti arrivano dal Rimini anche i giocatori Zamagna oggi D.S. del F.C. Parma, il portiere Boldini (a giocato in serie A e B) e il cugino Stefano Protti.
Protti segna la sua prima rete con la Maglia del Livorno il 21 Agosto 1985 in Coppa Italia di Serie C a Pontedera; il suo esordio in una gara ufficiale fu invece il 13 Ottobre 1985 in Livorno-Licata 1-1 e in quell’occasione veste la maglia numero 7.
Il suo primo goal da professionista avviene il 3 Novembre 1985 in Livorno-Sorrento. Il campionato 1986/87 viene ricordato da Igor con molto affetto, perché la squadra amaranto vince la Coppa Italia di Serie C vincendo in finale doppia contro il Campania. E' per lui il primo Trofeo vinto da calciatore. Nel frattempo nel periodo autunnale viene dato in prestito momentaneo alla Primavera della Fiorentina per disputare il Torneo di Viareggio, perdendo in finale contro il Torino di Fuser Benedetti e Lerda.
Il campionato 1987/88 inizia con il botto per il giovane Igor, segnando in Coppa Italia contro l’Udinese (battendo il portiere Brini), giocando contro il Napoli campioni d’Italia di Maradona, Careca e Giordano, e poi segnando alla Fiorentina di Baggio.
Alla fine del campionato senza Gloria per il Livorno, la Società chiede ad Igor di sacrificarsi per potersi iscrivere al campionato successivo, e così Protti a malincuore accetta con la promessa che un giorno sarebbe ritornato. La spunta la Virescit Boccaleone di Bergamo. Nello stesso anno Igor si unisce in matrimonio con Patrizia, conosciuta a Livorno; siamo nell’estate 1988.
Un anno solo a Bergamo e per Protti arriva la svolta, il Messina di Massimino lo vuole allo stretto al posto di Salvatore Schillaci passato alla Juventus. In tre anni a Messina gioca 105 partite segnando 31 reti, ed a 24 anni in serie B diventa capitano della squadra. Nella stagione 1991/92 la storia si ripete, la dirigenza chiede ad Igor di sacrificarsi per la Società, che con i soldi della sua cessione si sarebbe iscritta al campionato successivo. Nelle casse del Messina vanno circa 7 miliardi delle vecchie lire e l’acquirente è il Bari di Matarrese.
Il 1993 è un anno difficile nella carriera di Protti; nell’estate viene a mancare il padre Flavio, a cui Igor era molto attaccato; e un mese più tardi nasce il figlio Nicholas Flavio. Due momenti forti, con il primo Igor pensa di ritirarsi dal calcio; il secondo risulta fondamentale per uscire dallo sconforto. Il merito va pure alla moglie Patrizia che gli è stata vicina in tutto questo tempo. Nello stesso anno in un Cesena-Bari Protti si rompe il legamento crociato anteriore. Il Bari nello stresso anno riesce a vincere il campionato di serie B.
1994/95: al suo primo campionato di serie A sotto la guida di Giuseppe Materazzi, il quale 12 anni prima lo aveva lanciato nel Rimini, Igor segna 7 reti. Il campionato seguente sempre a Bari lo consacra il re dei cannonieri (24 reti). Dalla felicità alla delusione in quanto nonostante la vittoria a suon di goal il Bari retrocede in serie B.
L’anno seguente Igor viene ceduto alla Lazio di Cragnotti. Il Tecnico è prima Zeman poi sostituito da Zoff; Igor finisce il campionato segnando 7 reti tra cui una alla Roma. Alla fine della stagione Protti viene ceduto al Napoli e li gli viene data la maglia numero 10, la stessa appartenuta all’idolo del San Paolo, Maradona. La squadra partita bene, cala vertiginosamente. La partita più bella (con goal al 92’) è quella contro la rivale Juventus fermata sul 2 a 2, nonostante i 41 punti di differenza. Il Napoli retrocede e Igor ritorna alla Lazio perché ceduto in prestito, ed il Napoli in difficoltà economica lo lascia andare.
Alla Lazio trova poco spazio, e opta nel trasferimento alla Reggiana in serie B. Alla fine del campionato 1998/99 la Reggiana retrocede in C1 e viene eletto miglior giocatore della squadra. Nel 1999 Aldo Spinelli, riporta nella sua Amata Livorno Igor con la speranza di portare la squadra labronica nel calcio che conta, dove manca da 30 anni.
Quello che a Livorno chiamavano “il bimbo” ritorna in città da uomo, ma per un livornese l’appellativo “bimbo” rimane come un termine affettuoso, come figlio di ogni abitante. Alla presentazione lo attendono 20.000 tifosi in delirio, perché Protti non è solo un giocatore bravo, ma un uomo SPECIALE con tutti quelli che lo possono conoscere. Da Bergamo da Bari a Messina da Roma a Napoli ed infine a Reggio Emilia, tutti hanno amato le doti di Igor non solo in campo ma anche fuori. Qui a Livorno gioca con un altro nostro amico Claudio Grauso oggi a Mantova.
Nel campionato 2001/02 Protti porta il Livorno nel calcio che conta dopo 32 anni di assenza dalla serie B; nell'ottimo anno in tutti i sensi Igor diventa capocannoniere di nuovo in serie C, ed il 28 aprile 2002 sigla il goal più bello della sua carriera, quello che regala la storica promozione. La partita era Treviso-Livorno, suo il decisivo 1 a 2 con goal all’87simo. Unico neo della stagione fu la finale di Coppa Italia di serie C persa contro l’Albinoleffe.
In una città in delirio viene fermato il traffico e circa 60.000 persone invadono i viali a mare di Livorno fino ad arrivare alla famosa Terrazza Mascagni.
Nel campionato 2002/03 il Livorno gioca in serie B alla guida della squadra Roberto Donadoni, il quale non va oltre la metà classifica, ma Igor vince con 23 reti la classifica Marcatori, diventando così in tutta Europa l'unico giocatore a vincere la classifica cannonieri in tutte e 3 le categorie.
L’anno seguente il campionato 2003/04 Igor fa coppia con Cristiano Lucarelli e finisce in un apoteosi. Il Livorno vince il campionato di Serie B e dopo 55 anni ritorna in Serie A. Si ripetono le emozioni di Treviso di due anni prima, al Garilli di Piacenza il Livorno vince e viene promosso con 3 giornate di anticipo.
Igor quando venne a Livorno aveva promesso la Serie B ed invece regalò la Serie A diventato l’unico e idolatrato idolo della tifoseria amaranto. Dopo 21 anni e 702 partite giocate Igor Protti dice addio al Calcio ma non alla città di Livorno giocando la sua ultima partita il 22 Maggio 2005 alle ore 16.31: Livorno-Juventus, con la juventus già Campione d'Italia. In questa partita Igor segna il suo 264 goal in carriera (144 in 321 partite sono stati quelli con la maglia del Livorno).
Oggi Igor si dedica alla moglie Patrizia ed ai figli Nicholas Flavio e Noemi, lavora nel settore immobiliare e gestisce un agriturismo a Riparbella nei pressi di Cecina (Li).

“Ho sempre inteso il calcio come il mezzo più naturale per trasferire, se non la felicità, almeno momenti di godibilità e di soddisfazione ai tifosi e a chi, comunque, ti segue.
In tale prospettiva, mi è parso doveroso porre in essere ogni sforzo, sia fisico che mentale, per esaudire sul terreno di gioco le loro aspirazioni e i loro desideri. Per me Rimini è stata come la mamma, Livorno come la moglie, le altre città dove ho giocato come grandi amici, sono tutte forme di amore, l'una diversa dall'altra. Non si può sceglierne una a discapito dell'altra. Di una cosa sono sicuro: dal calcio ho ricevuto tantissimo e a questo sport sono certo di aver dato tutto me stesso."