drnosariQuesta pagina del sito intende venire incontro a tutti quelli che ci chiedono una consulenza medica on-line. Le domande possono esserci inviate tramite il modulo della posta (icona scrivici in alto a destra) o scrivendoci direttamente a webmaster@fdgdiabete.it. Le domande saranno sottoposte al dottor Italo Nosari (nella foto) , diabetologo presso il centro di diabetologia degli Ospedali Riuniti di Bergamo. 

Regole:  

1- Le richieste di consulenza medica on-line - così come qualsiasi altra mail - che non contengano nome e cognome del mittente verrano cestinate a prescindere dal contenuto.

2- Le domande dovranno essere attinenti al diabete di tipo 1 o al diabete gestionale. Siete pregati di non inviare richieste su altri tipi di diabete o altre patologie. Né riceverete risposta, né queste mail saranno mai girate al dottore.

3- Saranno prese in esame solo domande chiare e concise, non superiori a qualche riga

4- La risposta verrà recapitata al vostro indirizzo di posta elettronica e quindi riportata - riportando solo le vostre iniziali - in questa pagina.

Vi ricordiamo che i consigli che riceverete non sono e non vanno assolutamente intesi come sostitutivi degli indirizzi terapeutici del vostro diabetologo.


Diabete gestionale (mail I). Inviato dalla signora A.B.

Poche settimane fa ho fatto l'ecografia dalla mia ginecologa,in base ai troppi
chili messi su, circa 15 dopo 7 mesi , e dopo i risultati della morfologica, la
dott.ssa ha dedotto che la mia bambina stesse crescendo troppo e forse questo
sarebbe stato un campanello d\allarme per il diabete gestazionale.
Mi ha prescritto la minicurva con esito positivo con valori:
basale 88
dopo 60\' 188.
Dopo 4 giorni sono riandata in ospedale per effettuare la curva completa con
100 gr. di carico, con i seguenti risultati:
basale:81
60\' 154
120\' 110
180\' 157
ora volevo sapere se mi devo preoccupare oppure posso stare tranquilla,poiché ho un ansia addosso, con la paura che possa compromettere lo sviluppo della bambina.
grazie di tutto.

Dottor Nosari: La condizione presentata dalla signora può essere definita come “ Ridotta Tolleranza al Glucosio in Gravidanza “ ed è parallela al cospicuo incremento di peso verificatosi nel corso della gestazione.
Questa situazione non va né sottovalutata né sopravvalutata: deve essere prescritto un  regime dietetico con lieve riduzione della Calorie Totali Giornaliere, ottenuta a spese della quota di Carboidrati, e mantenendo intatto l’apporto in Proteine, Ferro e Calcio.
La dieta può essere confezionata in un struttura diabetologica o metabolica territoriale, e certamente garantirà un favorevole decorso della gravidanza, in termini di salute della madre e del neonato.
Se nelle more della risposta  la situazione  fosse evoluta, non bisognerà dimenticare di controllare la glicemia a digiuno in un Laboratorio Analisi , a 6 settimane e a 1 anno dall’ espletamento del parto : talora la ridotta tolleranza al glucosio in gravidanza lascia  nella madre qualche ricordo in termini di predisposizione ad ammalare di diabete.

Diabete da pancreasectomia. Inviato dalla signora M.B.
Nel dic. 2007 sottoposta a duodeno-pancreasectomia totale con conservazione del piloro per carcinoma mucinoso intraduttale multifocale, di tipo intestinale, con microfocolai di adenomacarcinoma invasivo in pancreatite cronica  , divenendo, così, diabetica di tipo 1 - insulinodipendente. Terapia insulinica : 4 u.i. humalog a colazione ; 12 u.i. humalog 50 ; cena 4 u.i. ; prima di coricarsi lantus 10 u.i. Da alcuni giorni accuso valori gicemici ce variano da 55 a 101 . E' grave? Cosa fare? grazie. Ho iniziato la terapiainsulinica in data 25 dicembre 2007.

Dottor Nosari: Lo schema di terapia con insulina da Lei adottato è del tutto condivisibile. Le oscillazioni riferite della glicemia sono  “ usuali” in un soggetto insulino-privo. Si tratterà di limare ulteriormente le dosi, in collaborazione con la struttura diabetologica di riferimento, o di mettere  “in asse” la posologia dell’insulina  con la quantità di carboidrati introdotta nel singolo pasto e con la durata e intensità dell’attività fisica che si ha in animo di mettere in atto. Ma ripeto : si tratta di dettagli che si perfezionano con il tempo in un quadro di riferimento stabile della terapia.

Diabete gestionale (mail II). Inviato dalla signora V.A.

Ho avuto il diabete gestazionale, con assunzione di insulina e dieta. Dopo il parto ho smesso sia con l\'insulina che con le misurazioni. Dopo 6 mesi ho rifatto la curva di carico e sono risultata ancora intollerante ai carboidrati.
Ho ricominciato con la dieta ma, soprattutto due ore dopo cena, ho sempre la glicemia alta. da tre giorni ho i valori inferiori ai 120 due ore dopo i pasti.
E\' possibile che mi stia passando adesso, a distanza di quasi 1 anno dal parto? Volevo sottolineare il fatto che non sono mai stata in sovvrapeso, ne prima della gravidanza, ne durante e ne tanto meno ora poichè peso 42 kg e sono alta cm 156.

Dottor Nosari: Gentile Signora, la Sua situazione richiede una certa attenzione.
Non sempre il diabete gestazionale recede dopo il parto.
Lei ha presentato ridotta tolleranza al glucosio e picchi iperglicemici postprandiali, anche se riferisce una recente tendenza alla normalizzazione dei valori. E’ quindi possibile che la situazione si stia normalizzando a distanza.
D’altra parte non gioca a Suo favore il fatto di essere in sostanza sottopeso, quindi di non poter giocare sulla riduzione ponderale come fattore di incremento della sensibilità all’insulina, e il fatto di aver richiesto terapia insulinica per dominare il diabete in gravidanza.
Sorvegli la glicemia a digiuno e la Hb glicata in Laboratorio ogni 3 mesi, almeno in questo periodo, richieda un controllo degli anticorpi anti GAD, riferisca al Medico Curante o al  Diabetologo una ulteriore  eventuale riduzione del peso.

Curva glicemica ed insulinemica (e possibile legame con diabete di tipo 1 della sorella). Inviato dal signor V.D.
Egregio Dottore sono un uomo di 42 anni peso 84 kg e sono alto 1,80 mt. Da qualche anno soffro di una modesta ipertensione sporadica 140/90 e per questo motivo sono andato dal cardiologo che mi ha prescritto una curva glicemica ed insulinamica siccome mia sorella è affetta da diabete mellito di tipo 1 insulinodipendente. Il cardiologo sospetta per me un iperinsulinismo. I risultati della curva glicemica sono:
a digiuno 89 mg/dl,
dopo 60 min. 150,
dopo 120 min. 75
mentre la curva insulinemica
a digiuno 8,3mcrUI/ml
dopo 60 min. 101,5 ,
dopo 120 min. 57,6
e dopo 180 min. 59.
Come sono questi valori a suo parere? Rischio di sviluppare la malattia di mia sorella in futuro? Infine le comunico anche un valore di CPK di 204 che sembra essere altino c'è correlazione con tutto il resto?

Dottor Nosari: Esiste in effetti , nel Suo caso, un modesto eccesso di secrezione insulinica  reattiva all’ingestione di glucosio , a fronte di una tolleranza ai carboidrati ancora normale, in soggetto con moderato sovrappeso e ipertensione arteriosa.
La sua condizione è assimilabile a quella di persone con Sindrome Metabolica, per definire la quale serve però valutare la circonferenza addominale e l’assetto dei grassi nel sangue. Il suo “ rischio” è quello di sviluppare con il tempo un Diabete di tipo 2 , non tanto di Tipo 1. Questo rischio può essere smussato praticando attività fisica regolare ( es: camminare di buon passo almeno 30 min al giorno) , riducendo il peso, anche di poco, con una alimentazione non smodata, e normalizzando i valori di pressione arteriosa.
La probabilità di sviluppare diabete tipo1 in un familiare stretto di un Diabetico di questo tipo può essere attualmente stimata determinando nel plasma la presenza di alcuni anticorpi dalle sigle difficili ( anti GAD, ICA,IAA,IA2 ), alla portata solo di alcuni Laboratori. Mi chiedo se tale determinazione Le possa essere utile, in quanto non disponiamo attualmente di reali possibilità preventive di questa forma di diabete ( anche se la ricerca è attiva in questa direzione).
Il valore di CK non è preoccupante e non è correlato al quadro metabolico, almeno sulla base dei dati a disposizione.

Un caso di Lada. Inviato dal signor S.V.

Mi chiamo S. ho 26 anni e di professione sono infermiere.
Circa due settimane fa, in seguito ad esami di routine, mi è stata riscontrata glicosuria nelle urine.
Cosi mi è stato consigliato di ripetere l'esame urine e di approfondire il tutto con esami specifici.
Questi sono i risultati:

 
Glucosio = assente
Chetoni = +
Glicemia basale = 129
Glicemia post prandiale = 107
Emoglobina glicata = 6,4
C peptide basale = 0,85
C peptide post prandiale = 4,69
Colesterolo tot = 136
Trigliceridi = 57
Colesterolo HDL = 32
Colesterolo LDL = 93
Anti recettori TSH = 0,1
Anti tireoglobulina = 41
Anti perossidasi tiroidea = 1
Anti ICA = pres
Anti GAD = 18,3
Anti IA-2 = 11,3
Anti INSULA PANCREATICA = assenti
 
In seguito a questi esiti un diabetologo mi ha confermato la diagnosi di diabete di tipo 1 in fase iniziale, che sicuramente diventerà insulino dipendente.
Navigando su internet ho letto articoli relativi ad un tipo di diabete tipo 1 chiamato LADA, può essere il mio caso?
Volevo chiedere un Vostro parere, cosa ne pensate?

Dottor Nosari: La diagnosi è corretta : si tratta di quella forma di Diabete a genesi autoimmune, cioè caratterizzata dalla presenza di anticorpi  diretti contro le isole del pancreas , che va sotto il nome di LADA ( Latent Autoimmune Diabetes in the Adult ) e che ha esordio clinico generalmente in età più avanzata di quella in cui compare il classico Diabete Tipo 1 .A essere pignoli, si sarebbe dovuta ripetere in Laboratorio la glicemia a digiuno a dieta libera, in assenza di farrnaci interferenti, per una conferma diagnostica. Ma non credo sarebbe cambiato molto.
Queste forme di diabete sono meno “ drammatiche” all’esordio clinico, e in genere necessitano di moderate quantità di insulina , ma allo stato attuale delle nostre conoscenze non esiste la possibilità reale, nonostante la Sua conservata capacità di secrezione di insulina in fase postprandiale, di prevenire l’insulino-dipendenza nel tempo.

Diabete, dieta e attività sportiva. Inviato dalla signora G.R.
ho 30 anni e soffro da tre di diabete mellito tipo 1. E' terminata a settembre la c.d. luna di miele ed ho iniziato quindi, oltre all'insulina rapida,anche la lenta prima di andare a dormire la sera. Premetto che sono una sportiva, mi alleno tre volte alla settimana e seguo una dieta ipocalorica, fatta di cereali a colazione, fesa o bresaola a metà mattina, arachidi e uova sode (solo albumi) a pranzo, pollo ai ferri ed insalata la sera. Questo mi permette in settimana di fare pochissima insulina e ricorrere quasi solo alla lenta. Il sabato sera e la domenica però mi tolgo qualche sfizio, mangiando molti carboidrati, dolci e tutto ciò di cui mi privo durante la settimana (tiramisu, biscotti, pasta etc etc); questo mi porta ad arrivare alle 30 unità al giorno di insulina. La mia domanda è: questo regime, seguito ogni fine settimana,può portare a qualche complicanza pur mantenendo un regime estremamente ristretto durante la settimana?

Dottor Nosari: La risposta immediata è : le complicanze del diabete a carico dei piccoli vasi arteriosi  degli occhi, dei reni e dei nervi  si instaurano , nel diabete tipo 1 , soprattutto in conseguenza dell’eccesso di glucosio nel sangue. Quindi se, nonostante  i Suoi  consapevoli eccessi del fine settimana , Lei riesce a metabolizzare il carico glucidico con le adeguate dosi di insulina, sia basale che in corrispondenza dei prevedibili picchi della glicemia, le conseguenze di questa sregolazione saranno modeste.
Ciò considerato, mi sembra più utile seguire un regime dietetico più equilibrato durante la settimana. A meno che Lei sia, più che “ una sportiva” , una vera agonista ( in questo caso una dieta così iperproteica troverebbe giustificazione per periodi finalizzati ), mi chiedo a esempio per quanto tempo sia sostenibile , in  termini di gusto,l’assunzione di “ fesa o bresaola a metà mattina”in modo sistematico. La Sua dieta rivela una eccellente conoscenza biochimica finalizzata alla riduzione dell’introduzione di carboidrati, ma questo diminuzione  appare eccessiva nel medio termine.
Inoltre il suo regime alimentare la espone a carenza relativa di frutta e verdura ( quindi di sali minerali, vitamine e fibra ).

Obesità e dieta. Inviato dal sig. M. D.
Dunque ho 40 anni e sono sempre stato obeso, ho sempre fatto sport e questo mi ha permesso di gestire parzialmente il mio peso (rimanevo obeso ma almeno non grave).
Ho, bene o male, sempre seguito diete su diete riuscendo parzialmente e per poco tempo a diminuire di peso per poi riprenderlo.
Sino dall'età di tredici anni avevo alterazioni nelle transaminasi, non rilevanti, ma comunque alterazioni (fritto=1 volta al mese massimo).
Un anno fa, preso dalla disperazione, e da una esigenza di reale sopravvivenza visto che ero arrivato a pesare 150KG (sono alto 1.85 metri) mi sono rivolto ad un reparto integrato di gestione diabete e malattie metaboliche.
Abbiamo fatto una curva da carico comparata Glicemia/Insulina ed abbiamo riscontrato a digiuno T0' insulina=79 ed a T60' dopo carico glicemico Insulina >300 (ovvero strumento fuori scala).
Io ed il medico che mi segue abbiamo pensato BINGO ! Abbiamo trovato il problema ed infatti con una dieta ricca di fibre ed un pochino di  movimento abbiamo fatto scendere l'ago della bilancia di 15 chili, sono stato molto molto meglio.
Ciò ha voluto dire zero zucchero per quel periodo.... è dura!
Stupidamente questo Agosto mi sono scompensato da solo pensando che 5 o 6 gelati (nel mese) e qualche ghiacciolo non mi impedissero di mantenere almeno il peso .... Non è andata così, mi sono "drogato" di zuccheri e mi ci sono voluti due mesi per tornare a zucchero zero prendendo 2 Kg.
Il problema è che comunque vada l'insulina è ancora alta (I=240 a T60 dopo colazione) e pur non mangiando zuccheri e seguendo la dieta soffro di mal di testa a causa dell'ipoglicemia senza parlare della fame lancinante e mi è difficoltoso fare sport perchè non ho forza. Questa fu una colazione con 6 fette biscottate integrali con un velo di miele ogni due ed una tazza di caffè e latte (consigliata dalla dietista).
Dopo questo esame abbiamo cambiato colazione usando solo alimenti salati ottenendo un  miglioramento dove l'insulina è a T60' dopo colazione=162.
La Glicemia segue chiaramente il livello di insulina fino ad arrivare a salire solo di 3 punti (da 92 a 95) mangiando con la colazione "dolce" e di 10 punti (da 101 a 111) con la colazione salata.
A mio parere con questi esami è molto dura ottenere buoni risultati e stare bene perchè comunque con una insulina a 160 comunque si inizia la giornata con il piede sbagliato.
Naturalmente seguirò i consigli dello staff medico che mi segue e terrò duro vorrei però sapere se non è il caso di ricorrere a qualche altro rimedio che non sia solo la dieta e lo sport.
Sarebbe inoltre utile poter disporre di un elenco di alimenti a basso indice insulinico esiste? dove posso trovarlo? C'è un approccio anche farmacologico non troppo invasivo che posso consigliare al mio medico?


Dottor Nosari: Lei sta sostenendo una dura battaglia, con lo staff che la segue.
La Sua situazione clinica è così riassumibile: obesità grave con insulinoresistenza, steatosi epatica e iperinsulinemia compensatoria.
Tradotto in termini semplici : il primo problema rimane, purtroppo, l’obesità. Questa determina il fatto che lei è poco sensibile all’ insulina che il Suo pancreas è costretto a immettere nel sangue per consentirLe di utilizzare il carico di zuccheri, grassi e proteine  quotidianamente introdotti con l’ alimentazione. Quindi il pancreas è costretto a compiere un eccesso di lavoro biochimico  e l’insulina va’ alle stelle , determinando in qualche frangente un abbassamento dello zucchero nel sangue.
L’innalzamento delle transaminasi è dovuto al “ fegato grasso”, cioè infarcito di trigliceridi, situazione connessa a sua volta con l’insulinoresistenza e l’eccesso di insulina circolante.
Perdoni la pedanteria : la dieta e l’attività fisica regolare, non necessariamente eroica, rimangono i caposaldi della cura.
Le accludo qui un breve elenco degli alimenti a “più basso” indice glicemico, chiarendo che il Suo Metabolista o la Dietista sono perfettamente in grado di reperire questo tipo di classificazione .Chiarisco anche che questo indice non è in grado di fornire indicazioni assolute, in quanto può essere influenzato dalle modalità di trattamento, dall’associazione con altri cibi, dal tipo di condimento ,ecc. Le fonti di cereali “ meno peggio” da questo punto di vista possono essere :  soia, arachidi, fagioli, lenticchie, ceci ,mele, yoghurt, arance, riso integrale.
Esistono sussidi farmacologici non privi di efficacia, specie se applicati con le dovute conoscenze mediche : la sibutramina, che aiuta principalmente a ridurre il senso di fame, e l’orlistat, che riduce l’assorbimento intestinale dei grassi alimentari.
Qualche effetto positivo sulla Sua situazione metabolica ci aspettiamo dal rimonabant, di prossima commercializzazione.
Devo onestamente ammettere che è possibile che la Sua situazione possa avviarsi a soluzione , dopo molte frustrazioni, anche con metodi più invasivi : il più acconcio per Lei sembra essere il bendaggio gastrico.

La glicemia durante la gravidanza. Inviato dalla signora S.D.
Ho 28 anni (altezza 169 cm per 52.5 kg prima della gravidanza) alla 28^ settimana di gravidanza. venerdì scorso ho ritirato i referti delle mie analisi e sono tutti perfetti non c'è nessun valore segnato....la minicurva segnala il primo valore di 66 il secondo fatto a distanza di un'ora dopo aver assunto glucosio è di 77. La prima domanda che mi ha fatto la mia ginecologa è stata: mangi dolci? Premetto che fino ad ora ho preso solamente kg 5,5 che preferisco il dolce al salato tranne nel momento della colazione dove mangio abitualmente o 5 biscotti ai cereali, o un cornetto o una qualsiasi briosche e di rado faccio colazione fuori. Il mio medico dice che dovrei evitare assolutamente dolci mangiando a colazione o cereali o fette biscottate con uno spuntino a metà mattina e uno nel pomeriggio a base di carboidrati. Dice che il mio bambino/a sta compensando questa carenza di zuccheri e non va bene: cosa vuol dire tutto questo? se non ho la glicemia alta perchè non posso mangiare nemmeno pochi biscotti la mattinconcedermi qualche peccato in caso si vada a mangiare fuori una volta al mese?

Dottor Nosari: Gentile Signora, la sua capacità di assimilare zuccheri ( cosiddetta “ tolleranza ai carboidrati” ) è ancora normale, anche in questo periodo della gravidanza. In altri termini, Lei non è affetta da Diabete Gestazionale .Ciò non toglie che si può condividere l’indicazione ad assumere meno zuccheri semplici e più carboidrati complessi : tradotto, al mattino utilizzi alternativamente cereali o fette biscottate o biscotti  secchi, realizzando un equilibrio tra le esigenze del metabolismo e il Suo gusto .
Può anche concedersi qualche libertà in occasioni particolari.
Ricordi che l’incremento di peso a termine di gravidanza sarebbe ottimale se compreso  tra  9 e 12 Kg  ( con qualche possibilità di “ sforamento”). Auguri.

Glicemia alta al risveglio nel diabete di tipo 2. Inviato dal signor F.F.
Da un pò di giorni rilevo la glicemia al mattino superiore a 150, è possibile dovuto a stress o ipoglicemia notturna non avvertita?. ho 52 anni.per quanto riguarda la tipologia di diabete io sono di tipo 2;
la notte quando mi corico generalmente la glicemia è buona, ad esempio l'ho avuta a 99 prima di andare a letto e la mattina a 150 svegliandomi sudato e accaldato...... Durante la notte non ho provato il valore spesso ma quelle poche volte è risultato nella norma.


Dottor Nosari: Non viene da Lei specificato se assume una qualche terapia ipoglicemizzante, specie la sera a cena. Se così fosse, questa terapia andrebbe tarata , con il Suo medico, sulla prevenzione dell’iperglicemia mattutina.
Bisognerà  aumentare la dose, se non vi è riscontro di ipoglicemia notturna, o ridurre la dose , se viceversa venisse documentato qualche episodio ipoglicemico, anche soggettivamente inavvertito, durante la notte.
Se, come penso, lei non segue alcuna terapia  , allora non stupisce che la glicemia del mattino sia più alta che nel resto della giornata. Ciò accade , oltre che in occasione di notevole eccesso di assunzione di carboidrati la sera precedente ( es: pizza), più frequentemente per il fatto che nelle prime ore del mattino  ( fenomeno “ alba”) l’organismo si prepara ad una nuova giornata alzando i livelli del carburante, cioè della glicemia. Nel soggetto non diabetico questo rialzo viene ben compensato da un incremento della secrezione di insulina; nel soggetto diabetico  tipo 2 l’insulina funziona  male e non copre efficacemente questo picco glicemico.
Non necessariamente la sudorazione “calda” del mattino esprime una pregressa ipoglicemia : può darsi che lei aggiunga  il suo stress personale a quanto ho descritto sopra
Non mi preoccuperei eccessivamente : controlli che la Emoglobina Glicata sia sui 7 o meno.
Concordi eventualmente con il Suo medico l’assunzione di Metformina alla fine della cena : questo farmaco è indicato per smussare l’iperglicemia mattutina .

Sospetto caso di ipoglicemia reattiva. Inviato dalla signora A.C.
Gentile dottore sono una donna di 36 anni alta 1,65 e peso 65 kg ho passato un estate infernale sempre stanca apatica con tremori e vertigini, sbalzi di umore, fino a due episodi di parziale perdita di conoscenza uno nell'immediato dopo pranzo dove le forze mi hanno abbandonato del tutto e l'altro la mattina dopo colazione dove ho perso conoscenza ritrovandomi poco dopo sul pavimento stavo spazzando ed è l'attività ( se così si può chiamare ) che più mi lascia stremata , è comunque difficile superare la mattina senza piccoli riposi , fui portata in ospedale dove ad un primo esame trovarono la mia glicemia a 40 ricoverata per una settimana sono stata sottoposta a curva glicemica ed insulinemica con diagnosi di ipoglicemia reattiva mi è stato consigliato di fare 5 piccoli pasti al giorno e null' altro adesso vorrei sapere con esattezza di che cosa si tratta e quali sono i cibi più consoni x ridurre questo disturbo , considerando che ancora non riesco a trovare un miglioramento. Sono una casalinga ed anche di natura piuttosto pigra e tengo a dire che negli ultimi tre anni sono stata esposta a stress emotivo molto forte e che riesco a ricordare molti episodi come questi soprattutto durante quasi tutte le estati della mia vita ma per ignoranza sono sempre stata definita una persona molto emotiva e quindi venivano definiti episodi di " nervoso" e nelle poche volte che durante l'inverno mi sono sottoposta ad analisi del sangue i miei valori a detta del medico curante ( uno di quelli che te le fa sudare le analisi di routine ) andava tutto bene.

Insulina basale 6,3
insulina 2 4,8
insulina 3 33,7
insulina 4 18,6
insulina 5 7,9
insulina 6 37,6

glicemia frazionata
ore 8 96 mg
ore 10 83 mg
ore 12 113mg
ore 14 94mg
ore 19 93mg
ore 21 115mg

da tenere presente che durante la degenza e quindi durante il prelievo della curva mi hanno fatto mangiare x 5 volte una vota dimessa con un apparecchietto per la misurazione della glicemia a casa ho avuto x una settimana valori della glicemia quasi sempre al disotto del 100.

Dottor Nosari: Gentile Signora, i sintomi e i dati che Lei allega possono effettivamente far pensare a quella  sindrome che viene definita  come “ ipoglicemia reattiva”, intendendosi con ciò la comparsa di eventi riferibili ad una ipoglicemia  minore (tremori, sudorazione, palpitazione ) nel periodo successivo all’introduzione di cibo.
Questa forma è probabilmente sovrastimata e confusa con disturbi di altra natura. Quello che sembra di poter escludere è che lei soffra di ipoglicemia organica, più grave, e sottesa da uno stabile incremento della secrezione di insulina ,  determinato da un adenoma delle isole del pancreas.
Il rimedio è effettivamente quello di assumere pasti piccoli e frequenti, evitando se possibile gli zuccheri semplici da soli ( es: dolci) ed eventualmente assumendoli nel contesto di un pasto misto, che contenga una buona quantità di verdura o di legumi.
Se peraltro i Suoi disturbi si intensificassero in frequenza e gravità, allora sarebbe opportuno ricontattare la Struttura che si è occupata del Suo caso, per concordare l’esecuzione di un test del digiuno prolungato, che va effettuato in ambiente ospedaliero, e per completare le indagini con test di funzione tiroidea  ( ft3,ft4,TSH) e surrenalica ( Cortisolo, Acth, Na, K , Urine 24 h per Cortisolo Libero Urinario ).
Lascio a Lei giudicare se vi possa essere nella sua giornata un eccesso del consumo di alcolici o superalcolici.

Diabete e balanopostite. Inviato dal signor T.T.
Come eliminare le ragadi sul pene?

Dottor Nosari: L’infiammazione-infezione del glande , talora complicata da fissurazioni, è spesso l’esordio clinico della malattia diabetica, l’evento cioè che permette di porre in evidenza questa condizione  in chi non sapeva di esserne affetto.
Quando la diagnosi di diabete è nota, la balanopostite ( questo è il termine tecnico ) può segnalare uno
scompenso glicemico acuto o permanente  :  indica cioè che il diabete non è convenientemente curato.
In questo senso bisogna indirizzare tutti gli sforzi.
Se ciò non bastasse, localmente possono essere  utilizzati preparati a base di cortisone ( che applicati solo distrettualmente influenzano  la glicemia in modo marginale ), talora associati a prodotti antimicotici,
per via locale nelle forme non complicate.
Le forme evolute o recidivanti richiedono l’intervento del dermatologo.

Inviato dalla signora D.G.
Peso 50 kg, h.162 cm, 36 anni e una figlia di 6 anni. Curva glicemica: digiuno: 89, dopo 30': 171, dopo 60':161, dopo 90': 130, dopo 120': 115, dopo 150': 84. Curva insulinemica: a digiuno: 4, dopo 30': 24, dopo 60': 39, dopo 90': 32, dopo 120': 20, dopo 150': 8.
E’ normale, o cosa ? Tre valori della curva insulinemica il laboratorio me li cerchia come un po’ più bassi rispetto Alla norma. La mia dott.ssa cmq. Mi ha detto che non ci sono i presupposti per uno stato di prediabete. Ribadisco che non sono affatto una gran mangiatrice di dolci né tantomeno pane. Mangio solo la sera un buon piatto Di pasta, visto che a pranzo spizzico forse un tramezzino o panino.

Dottor Nosari: In effetti i dati allegati dimostrano una “ normale tolleranza al glucosio “ , con normale risposta della secrezione di insulina al carico orale. Quello che non è chiaro, anche considerato il soddisfacente rapporto peso/altezza, è la motivazione per la quale è stato eseguito un test così laborioso.
Possiamo consigliare alla Signora di evitare , ovviamente se possibile,  un pranzo veloce con tramezzini di varia natura, sostituendolo con un primo piatto , verdura abbondante, frutta.
La sera privilegi un  piatto a base di pesce, carne, uova, formaggi, legumi ( con maggiore frequenza per le prime
due categorie), accompagnato da pane in misura standard ( 1 pane da 60 grammi ), verdura abbondante, frutta.

Detoriamento delle unghie del piede e possibile legame col diabete. Inviato dal signor M.S.
Ho il diabete di tipo 1 dal 1938 e, nonostante i quasi 70 anni di terapia insulinica (oggi sono ca. 60 U. die), sono ancora in buone condizioni; infatti mi è stata ancora rinnovata la patente di guida senza l'uso degli occhiali. Domanda: in questi ultimi mesi mi stanno morendo alcune unghie dei piedi mentre le altre sembrano assotigliarsi, E' un disturbo causato dal diabete oppure è dovuto alla vecchiaia avendo ormai 87 anni? Ci sono rimedi?

Dottor Nosari: Prima di rispondere, è doveroso un commento elogiativo . Il Signore è la dimostrazione vivente che un buon controllo glicemico consente una lunga sopravvivenza, accompagnata da una buona qualità di vita e lucidità intellettuale.
Ciò premesso, non si può escludere che piccole anomalie della microcircolazione riferibili al diabete possano
essere parte in causa nell’assottigliamento delle unghie ( cosiddetta “ onicodistrofia” ), anche se la parte del
leone  può essere attribuita al processo di senescenza globalmente inteso.
Questo può forse essere accompagnato da difetto di circolazione distrettuale ( utile in questo senso almeno
l’esecuzione di Ecocolordoppler agli arti inferiori ) e/o da una alimentazione povera di proteine o non
sufficientemente variata ( quindi carente di  vitamine e sali minerali ) .
Quel che va fatto è mantenere una quotidiana igiene e una attenta osservazione  e “ manutenzione “ dei piedi ,
vero “ tallone d’Achille” nel soggetto diabetico in età avanzata.


Legami tra diabete e talassemia. Inviato dal signor E.L.
Buongiorno, c'è qualche connessione tra diabete mellito ed anemia mediterranea?

Dottor Nosari: Non esiste una correlazione diretta  tra  il diabete tipo 1 e  la talassemia, gruppo eterogeneo di anemie ereditarie.
E’ però innegabile che il diabete insulinoprivo  sia  una situazione clinica frequentemente associata all’anemia mediterranea, specie nella sua variante più importante, la “ talassemia major”.
Questo sembra dovuto al sovraccarico di ferro nel pancreas, che riduce la capacità secretiva della beta cellule, e a   sofferenza cronica del fegato,  dovuta sia all’eccesso di ferro depositato, sia a possibili epatiti derivanti da trasfusioni multiple.
Nelle forme talassemiche meno clinicamente rilevanti, e nel “ tratto talassemico “, che è asintomatico, l’associazione con diabete tipo 1 è poco più forte che nella popolazione generale.
Si segnala comunque che la determinazione della Emoglobina Glicata ( il principale parametro di controllo dei livelli della glicemia ) può dare risultati falsamente bassi nei pazienti talassemici, e che quindi  l’HbA1C va integrata con i valori dell’automonitoraggio glicemico da sangue capillare ( “ dal dito”).
Il diabete mellito tipo 1, più che alla talassemia,  è frequentemente associato a disturbi della tiroide e a malattia celiaca .

Gestione del diabete in un bambino di 6 anni. Inviato dalla signora E.C.
Vorrei porvi qualche domanda sul diabete di tipo 1 che è venuto un anno fa a mio nipote di 6 anni.
Il bambino fa 4 dosi di insulina:mattina, pranzo(rapida e lenta),cena e dopo cena.
Non è ancora stabile perchè molte volte capita che la glicemia scenda troppo nonostante le unità siano sempre le stesse,è possibile sapere in linea di massima quando inizierà ad essere più stabile?
Perchè durante la notte capita che si svegli a volte con una glicemia a 400 anche se prima di coricarsi andava bene?I fermenti lattici fanno alzare la glicemia? Molte volte capita che dopo circa un'ora dall'iniezione vada in ipoglicemia abbastanza severa (40-50) quanto è probabile che possa perdere i sensi?


Dottor Nosari: Gentile Signora, la terapia seguita dal suo nipotino è aggiornata e corretta: il problema è mettere nella giusta relazione la quantità di zuccheri semplici e complessi che viene introdotta con la dieta, le dosi di insulina e l’intensità dello sforzo muscolare che il bambino applica nel gioco , nello studio e nello sport.
S capisce immediatamente quanto questa correlazione sin in pratica difficile da applicare in un bambino ancora piccolo.
Maggiore stabilità dell’andamento deriverà senz’altro dalla maggiore abilità di gestione che il piccolo paziente e la sua famiglia acquisiranno con il tempo e con una adeguata educazione alla cura del diabete,  che si può acquisire frequentando le strutture specialistiche diabetologiche, le associazioni dei pazienti, i campo- scuola residenziali o week end educazionali che vengono organizzati.
Una glicemia notturna così elevata come quella riferita è in genere un effetto di rimbalzo dopo una ipoglicemia ( a meno che sia sottesa da dimenticanza della dose serale ! )
E’ opportuno, anche se costa fatica, controllare ogni tanto la glicemia alle h 2 o 3  o 4 di notte ,anche solo due volte al mese, per farsi un’idea dell’andamento notturno .
Lo yogurt ha un indice glicemico basso, quindi non fa particolarmente innalzare la glicemia, e può essere assunto, anche perché ricco di Calcio e proteine.
L’ipoglicemia severa può determinare un offuscamento di coscienza, e va ,se possibile, evitata : deve essere ridiscussa con il diabetologo la dose di insulina corrispondente alla fascia oraria nella quale più frequentemente si verificano gli episodi ipoglicemici.


Un caso di frequente stato ipoglicemico (in soggetto non diabetico) Inviata dal signor M.F.
Buongiorno Dottore, ho 44 anni e l'ultimo esame del sangue risale ormai a 7 anni fà ( tutto era regolare ). Premetto che da qualche anno, molto raramente mi capita di accusare un forte stato di debolezza che in seguito all'assunzione di zuccheri semplici scompare in breve tempo. Riconosco che ho sbagliato a non eseguire esami del sangue e a non dare importanta agli episodi di cui sopra. Purtroppo oggi , in seguito ad uno stato quasi confusionale (difficoltà ad esprimermi ed uno stato di coscienza vago), mi è stato rilevato un valore di glicemia pari a 39. Su consiglio del medico di base, ho eseguito la curva glicemica che ha dato questi risultati: ore 7.30 -54- ore 11.00 -39- ore 15.00 -57- ed altri esami del sangue i cui valori sono risultati essere: Insulinemia post prandiale 13,5. Potassiemia : 3,5 Transaminasi GO : 50 Ricerca IGM : Negativa Sodiemia : 141 Ricerca AB. VCA .: Negativa TSA : Negativo Cortisolo : 21,4 (esami eseguiti il 13/06/2006).

Dottor Nosari: Gentile Signore, la sintomatologia da Lei allegata è abbastanza frequente , ma piuttosto difficile da definire in termini di cause.
Potrebbe genericamente trattarsi di “ ipoglicemia”, peraltro non ben definita in termini numerici: quello che è realmente importante è documentare la presenza di livelli di glucosio bassi  ( per intenderci, inferiori a 45 mg/dl ) in presenza di sintomi di disorientamento  o di sofferenza. Il meglio sarebbe determinare a digiuno anche i livelli di Insulina , sullo stesso campione, oppure determinare insieme glicemia e insulinemia anche non a digiuno, ma in presenza dei sintomi che Lei riferisce. 
Gli ampi intervalli esistenti tra un episodio e l’altro fanno pensare che sia difficile trattarsi di insulinoma, cioè di iperproduzione di insulina , anarchica, sottesa da un tumore benigno delle isole pancreatiche .
Il test dirimente per scovare le cause di una ipoglicemia a digiuno è il  “test del digiuno prolungato” , da eseguirsi in ambiente ospedaliero e sotto controllo medico.
Meno frequentemente stati di ipoglicemia relativa possono trovarsi in situazioni in cui vi è carenza di alcuni ormoni che mantengono stabili i livelli della glicemia : deficit di ormoni ipofisari, o del surrene, o più raramente della tiroide. La diagnosi in questo caso è specialistica, e si basa sulla presenza  nel sangue di bassi  livelli dell’ormone o degli ormoni in causa, in condizioni di base o dopo stimolo.
Lei potrebbe invece trovarsi in una situazione di “ ipoglicemia reattiva”, nel periodo successivo al pasto, determinata da una esagerata risposta dell’insulina  all’introduzione di alimenti, specie se ricchi di zuccheri “ semplici”. Il meccanismo che determina questo fenomeno non è molto chiaro : in termini di terapia, su base empirica, basta ridurre l’assunzione di carboidrati semplici ( zucchero o dolci) o quantizzare meglio i carboidrati complessi ( pane, pasta, riso ) per ridurre di molto l’entità dei sintomi. Molti si giovano dell’aumento della fibra nella dieta  ( cereali integrali, legumi, verdura ) .
Lei  potrebbe infine non trovarsi né in condizione di ipoglicemia a digiuno né in condizioni di ipoglicemia reattiva.
La risoluzione del problema clinico dopo assunzione di zucchero non costituisce per sé  una dimostrazione specifica di uno stato ipoglicemico : numerosi sintomi riferibili a stato d’ansia si giovano dell’assunzione di cibo.

Diabete e attività fisica. Inviata dal signor G.M.
Salve, approfitto della Vostra cortesia per porre un quesito. Su base generale, un soggetto con insulino-resistenza, volendo praticare dell’attività fisica per cercare di migliorare la sua situazione, dovrebbe allenare principalmente la fibre ossidative (I e IIa) o quelle glicolitiche (IIb)?

Dottor Nosari: Una condizione di insulino-resistenza, quale frequentemente si riscontra in soggetti diabetici tipo 2 sovrappeso o più generalmente in soggetti che presentino la “ Sindrome Metabolica” ( caratterizzata in primis da obesità addominale, accompagnata da  lieve iperglicemia ,aumento dei trigliceridi, riduzione del colesterolo “ buono”, moderato aumento dei valori della pressione ), si riduce praticando un regolare esercizio aerobico .
Ne consegue che, allo stato attuale delle nostre conoscenze, sia preferibile  in questa condizione utilizzare ,nella regolare attività fisica , fibre a metabolismo “ ossidativo”.