In una lettera ad Azzolina e Speranza si ricorda che bambini e adolescenti con diabete in buon compenso metabolico e senza altre patologie a rischio, non sono da considerarsi soggetti fragili come invece sottolineato in modo molto generico nella circolare del Ministero dell’Istruzione. La condizioni di fragilità deve essere valutate in accordo con il Dipartimento di prevenzione territoriale ed il Pdl

07 SET – “La pandemia da Covid 19 sta mettendo a dura prova il Nostro Paese. A nostro avviso sottolineiamo che bambini e dei giovani con diabete, che si apprestano a rientrare a scuola, non sono soggetti fragili come sottolineato in modo molto generico nella circolare del Ministero dell’Istruzione ‘Misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid 19 nelle scuole del sistema nazionale di Istruzione’. Al rientro degli alunni dovrà essere presa in considerazione la presenza di ‘soggetti fragili’ esposti a un rischio potenzialmente maggiore nei confronti dell’infezione da Covid19”.

È quanto scrive il presidente della Federazione nazionale diabete giovanile (Fdg) Antonio Cabras, in una lettera inviata ai ministri dell’Istruzione e della Sanità Lucia Azzolina e Roberto Speranza.
“Particolare attenzione, come è stato ribadito – scrive Cabras – va rivolta a tali alunni che devono attenersi strettamente alle indicazioni emanate. Come dichiarato dalla comunità scientifica, dal Covid 19 possono essere contagiati tutti, per fortuna i bambini e gli adolescenti non ne sono particolarmente colpiti come asserito dalla Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp). Pertanto chiediamo che i bambini e gli adolescenti con diabete in buon compenso metabolico, in assenza di altre patologie come malattie cardiovascolari, renali e respiratorie, scompenso glicemico (tipiche in larga misura dei diabetici adulti e anziani) non siano da considerare soggetti fragili”.

Pensiamo, come affermano le disposizioni ministeriali, che le specifiche situazioni degli alunni in condizioni di fragilità debbano essere valutate in accordo con il Dipartimento di prevenzione territoriale ed il pediatra/medico di famiglia, fermo restando l’obbligo per la famiglia stessa di rappresentare tale condizione alla scuola in forma scritta e documentata. Impresa difficile da attuare nelle oltre 60mila sedi scolastiche che ospitano tra i 6/18 anni circa 8milioni tra bambini e adolescenti. Ma ‘Andrà tutto bene’. La priorità – conclude cabras – da mettere in atto per la Federazione Nazionale Diabete Giovanile rimane esclusivamente il fatto che siano garantite scrupolosamente l’applicazione e il controllo delle misure di prevenzione stabilite”.

Articolo estratto da http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=87707&fr=n

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