Nuove strategie terapeutiche per il trattamento del diabete
mellito tipo 1

Perchè un progetto di ricerca FDG
La FDG dopo anni d’impegno per migliorare, in vari settori, la condizione delle persone con diabete ha deciso di dare uno sguardo alle ricerche in corso, per valutarne la reale portata e individuare la più corrispondente ai bisogni dei suoi associati.
Con due obiettivi:
a) capire quali sono le ricerche senza futuro e mettere in guardia i soci da stupide illusioni, alimentate dagli interessi professionali ed economici;
b) promuovere essa stessa una ricerca che abbia le caratteristiche desiderabili per le persone con diabete che già ora, sebbene a costo di grandi sacrifici, possono condurre una vita normale. Per queste persone è sbagliato proporre interventi complicati, invasivi, incerti.
L’analisi delle ricerche in atto, incluse quelle molto enfatizzate dai media, ha portato alla conclusione che tutte ruotano attorno al trapianto di isole o di cellule pancreatiche. Il difetto fondamentale di queste proposte terapeutiche è che le cellule pancreatiche da trapiantare, in grandi quantità, o si ricavano da cadaveri (rari) o si producono dalle cellule staminali. Le cellule staminali embrionali non si possono manipolare; le cellule staminali adulte sono difficili da ottenere. Nel caso in cui si riesce a lavorare sulla staminali, resta il problema della trasformazione di queste cellule in cellule pancreatiche, ma, sinora nessuno sa proporre come farlo. Ammesso, per ipotesi inverosimile, che quest’ostacolo è superato, bisogna fare i conti con la sopravvivenza delle cellule trapiantate agli inevitabili attacchi del sistema immunitario. Con l’impiego di farmaci immunosoppressori, i rischi sono importanti ed è difficile considerare un gran progresso la sostituzione dell’insulina con farmaci che espongono a complicanze e a rischi d’altre malattie infettive o di nuove patologie tumorali. In ogni caso è inevitabile la ripetizione degli interventi di trapianto, che non è esente da sofferenze. Rappresentativo il caso che proprio in questi
giorni i media stanno strombazzando: la donna guaritatemporaneamente dal diabete con il trapianto di cellule pancreatiche associato ad un secondo trapianto di cellule staminali prelevate dal suo midollo osseo. Il secondo trapianto dovrebbe proteggere il primo, ma nessuno saprebbe se questo avvenisse e nessuno potrebbe prevedere la durata del trapianto delle cellule pancreatiche. Le cellule pancreatiche, d’altrocanto, e finché sopravvivono, assicurano, ovviamente, la regolazione della glicemia, come sanno anche gli asini. Far credere che la donna sta bene per via di questa mirabolante innovazione del doppio trapianto, è una vera turlupinatura.
Solo nel caso che la sopravvivenza delle cellule trapiantate sarà sostanzialmente migliore di quella che si ottiene già ora, e non ha controindicazioni da valutare nel tempo, la tecnica del doppio trapianto avrà diritto di essere considerata proponibile: non ora, non ora.
La FDG, considerando la situazione attuale della ricerca assolutamente insoddisfacente, ha preso l’iniziativa di far preparare un suo progetto e ne ha affidato l’elaborazione al Professor Casa. La FDG lo ha ritenuto valido ed ha intenzione di finanziarlo.

 

Condividi
Translate »