diabete in età pediatrica, allarme dalla Sardegna

diabete in età pediatrica, allarme dalla Sardegna

Un grido d’allarme sul diabete in età pediatrica arriva dalla Sardegna. A farsene portavoce è Antonio Cabras, Presidente della Federazione Nazionale Diabete Giovanile, che richiama l’attenzione di media e istituzioni su una patologia, e i relativi sintomi, troppo spesso sottovalutati, e in particolar modo in bimbi e adolescenti. “Malgrado gli appelli e le campagne di sensibilizzazione che abbiamo condotto sui media nazionali in collaborazione con la SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica), – specifica Cabras – in Italia si continuano a trascurare i primi sintomi del diabete: eccesso di sete e pipì. La mia idea è che non ci sia ancora resi conto che ci troviamo difronte a un nemico invisibile, ma molto pericoloso, che richiede l’impiego di risorse non solo economiche, ma culturali. La cultura del diabete è un punto fondamentale nella lotta a questa malattia subdola ma con conseguenze devastanti che, spesso, possono avere conseguenze letali”. Cabras fa in particolare riferimento al caso della piccola Carla Borlenghi, di soli 5 anni, deceduta a Parma per una chetoacidosi diabetica che le ha provocato un edema cerebrale. LA CHETOACIDOSI – La chetoacidosi è un’emergenza molto diffusa nei casi di diabete giovanile e una recente ricerca condotta dalla SIEDP ha segnalato che dei 14.493 bambini seguiti dai Centri di Diabetologia Pediatrica, 2.453 hanno presentato esordio di malattia nel biennio 2012-2013. Tra questi bambini ed adolescenti, circa il 38,5% è stato ricoverato in chetoacidosi diabetica, di cui il 10.3% aveva una forma grave. La frequenza di chetoacidosi diabetica sale, in particolare, al 72% se si prendono in considerazione i bimbi di età prescolare, nei quali la forma grave interessa...
Non farti ingannare

Non farti ingannare

la Federazione Nazionale Diabete Giovanile e le Associazioni delle persone con diabete aderenti hanno deciso di inviarvi una breve comunicazione sulla campagna pubblicitaria in atto ( tv, web … ) mirante ad illuderci attraverso una “dieta miracolosa che farebbe guarire dal diabete di tipo 1”. Vi scongiuriamo, non seguite tali consigli e tali indicazioni onde evitare che i diabetici possano riportare serie e gravi conseguenze sino alla morte. L’unica terapia, come sapete, è il corretto stile di vita, una sana alimentazione, l’attività fisica e la terapia insulinica, soprattutto si raccomanda sempre, per eventuali cambiamenti, di parlarne prima col vostro Diabetologo e la vostra...
Comunicato della FDG su “La tutela del diabetico”

Comunicato della FDG su “La tutela del diabetico”

Lo scorso 24 novembre, presso la Sala Atti parlamentari – Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” – Roma, si è tenuto l’incontro “La tutela del diabetico – La persona diabetica tra il diritto alla cura e il diritto alle prestazioni sociali”. È stato presentato quanto fatto da un Gruppo di lavoro formato da rappresentanti delle associazioni, diabetologi, giuristi e medici legali incaricati dalla “Federazione Nazionale Diabete Giovanile” e dalla COMLAS (associazione scientifica dei medici legali delle aziende sanitarie). Il Gruppo, nel rilevare diverse criticità esistenti nell’ambito delle valutazioni di invalidità civile e dello stato di handicap nel paziente affetto da diabete mellito, ha elaborato nuove di Linee d’indirizzo, utili a definire procedure idonee per il diritto al riconoscimento dell’invalidità civile e all’applicazione della Legge 104. Il lavoro fatto ha cercato di abbandonare la visione valutativa della sola infermità, per realizzare invece un approccio diretto alle specifiche problematiche del paziente e del nucleo familiare, dando particolare rilievo all’epoca e all’età di insorgenza della affezione nonché alla coesistenza con altre patologie. Tutto ciò, in una visione più moderna e scientificamente più valida della presenza delle complicanze della malattia diabetica, dando invece minor rilievo allo stato di compenso che si presume raggiungibile nella pressoché totalità dei casi. Le “proposte valutative” del Gruppo sono state, infine, sintetizzate in una bozza di Tabella riepilogativa, la cui applicazione – riducendo le differenze valutative di casi simili – rappresenta un contributo all’appropriatezza della prestazione medico-legale, evitando gli automatismi classificativi e le iper/ipo-valutazioni delle menomazioni determinate dal Diabete...
Cagliari: niente ferrovie per i diabetici

Cagliari: niente ferrovie per i diabetici

Ancora un caso di grave discriminazione sanitaria nel nostro Paese. E’ successo a Cagliari e ha per protagonista Michele, 20 anni e un diploma di perito capo tecnico con specializzazione in elettronica e automazione con votazione 100/100. Attualmente Michele lavora in una azienda elettromeccanica come addetto al reparto pompe sommerse, ma non mancano occasioni per trasferte in altre aziende e in altri cantieri. Tuttavia per le Ferrovie dello Stato, Michele non può essere assunto con mansioni di “operaio manutenzione specializzato” in quanto affetto da diabete di tipo 1. E questo malgrado Michele abbia superato tutti i test fisici, psicologici e motivazionali. Logica la delusione del ragazzo “ Purtroppo non è la prima volta che mi vedo costretto a subire un’ingiustizia. Nei mesi passati ero stato contattato da Terna Rete Italia. Dopo aver superato i colloqui psicoattitudinali e tecnici ed essere rimasto fra i “tre finalisti in lista per l’assunzione” , sono stato scartato alla visita medica in quanto il diabete, secondo il loro medico competente, non poteva essere associato ad un lavoro che prevedeva presenze in quota.” Al momento a nulla sono valse le proteste di Michele e le certificazioni del suo medico diabetologo: ”Attualmente Michele pratica terapia insulinica in 4-5 somministrazioni di insulina e non presenta episodi di ipoglicemia se non in rari casi e con pronto riconoscimento degli stessi. E’ in grado di attuare una rapida correzione perché è stato istruito a farlo sin dalla tenera età ed è anche in grado di seguire una corretta alimentazione ed una attività fisica regolare. Negli ultimi anni è stato sempre puntale nell’eseguire i controlli e nel presentarsi agli appuntamenti per la correzione alla terapia. Non...
Lettera al ministro Lorenzin

Lettera al ministro Lorenzin

Una lettera inviata dal presidente della fdg al ministro Lorenzin per una richiesta di costituzione di Gruppo di Lavoro per definizione criteri e requisiti per l’acquisizione dei dispositivi medici per l’autocontrollo domiciliare ai diabetici Cagliari 09/02/2015 Gent.ma Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin Roma Oggetto: Richiesta costituzione Gruppo di Lavoro per definizione criteri e requisiti per l’acquisizione dei dispositivi medici per l’autocontrollo domiciliare ai diabetici  On. Ministro Lorenzin,   la Federazione Diabete Giovanile segnala alla S.V. la necessità che venga istituita  una Cabina di regia, come previsto dalla Legge di Stabilità 2015 coma 587/a-b-c, con la presenza della FDG per i punti in elenco.      a)  Con il coinvolgimento delle Regioni, dell’AGENAS e dell’AIFA,  sentiti  i Rappresentanti dei pazienti, dei cittadini e dell’industria, anche in conformità  alle  indicazioni  del  Piano  sanitario  nazionale, definire le priorità assistenziali;     b) individuare, per la predisposizione dei capitolati di gara, i requisiti indispensabili per l’acquisizione dei dispositivi medici  a livello nazionale, regionale, intra-regionale o aziendale, e indicare gli  elementi  per  la  classificazione  dei  dispositivi  medici  in categorie omogenee, garantendo, al fine delle esigenze  terapeutiche, più tipologie per i presidi utilizzati per  la  terapia  domiciliare delle patologie croniche adattabili  ai  diversi  tipi  di  pazienti, fatto salvo il principio della  valutazione  costo-efficacia,  e  per l’individuazione dei prezzi di riferimento;     c) istituire  una  rete  nazionale,  coordinata  dall’AGENAS,  di collaborazione tra le regioni per la definizione e per l’utilizzo  di strumenti  per  il  governo  dei  dispositivi  medici  e  per  Health Technology Assessment (HTA), denominato «Programma nazionale di  HTA dei dispositivi medici».   Per la distribuzione disomogenea dei presìdi per l’autocontrollo domiciliare del diabete, con prezzi di...
Alitalia: con il diabete non si vola

Alitalia: con il diabete non si vola

Cagliari 12/12/2014 COMUNICATO STAMPA Un comandante dell’Alitalia si è rifiutato di imbarcare a bordo del volo AZ540 diretto da Roma a San Pietroburgo una passeggera diabetica in quanto sprovvista di un non meglio specificato “certificato di idoneità al volo”. Sandra Bianconi di Roma, questo il nome della passeggera, era naturalmente provvista  del certificato medico dell’Ospedale San Giovanni e dei farmaci necessari, come insulina e salvavita. Ma a nulla sono valse le sue proteste e quelle del marito, Stefano Valentini. Il personale di terra ha cercato di convincere il comandante ma non c’è stato niente da fare: i  loro bagagli sono stati scaricati e la coppia ha dovuto rinunciare alla partenza. La cosa più assurda è che il giorno dopo i due si sono recati nuovamente in aeroporto e sono stati imbarcati senza problemi su un altro volo e , soprattutto, con un altro comandante. L’Alitalia si è scusata ma, al momento, non ha alcuna intenzione di rifondere i danni. La vicenda vivrà quindi un seguito perché la coppia ha intenzione di adire alle vie legali. “Viaggiamo abitualmente seguendo quanto previsto dalla legge ed è la prima volta che ci accade una cosa del genere ‐ questo il commento amaro dei due passeggeri ‐ siamo sconcertati ma vogliamo andare fino in fondo alla vicenda e far emergere le responsabilità di chi ha sbagliato” “Non è la prima volta che ci troviamo ad affrontare episodi discriminatori – si legge in una nota della Federazione Diabete Giovanile ‐ ma crediamo che questa volta abbiamo superato ogni limite: ecco perché abbiamo deciso di supportare i due passeggeri in un’azione legale contro Alitalia  e...
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