Il premio FDG

Il premio FDG

(ANSA) – ROMA, 22 OTT – Indossano tutti la tuta nera della loro scuola, la prima media dell’Istituto comprensivo Giusti di Terzigno (Napoli), e sono agitatissimi perchè l’occasione è una di quelle che non si dimenticano: con la loro insegnante, sono arrivati oggi alla Camera dei deputati a Roma per ricevere un premio. Il riconoscimento della Federazione Diabete Giovanile (FDG) per il racconto corale che hanno scritto e che descrive cosa significhi per loro il diabete attraverso gli occhi di una compagna malata. Ed è proprio Alessia, la compagna malata affetta da diabete sin da piccolissima, la più emozionata. La voce narrante è quella di Alessia, ma l’intera classe si alterna nel leggere la sua storia, tutta condensata nel titolo del racconto: ‘Il veleno proibito’. “Lo zucchero è sempre stato sin dalla mia nascita, il mio desiderio proibito, un veleno tanto dolce quanto fatale. Il diabete è ormai diventato un compagno di vita, mi tiene a braccetto, trascinandomi su di una strada buia, ricca d’imprevisti e sacrifici da compiere. Per mia fortuna non sono mai stata da sola, i miei genitori sono la luce inesauribile”: inizia così il racconto di Alessia. E continua: “Ricordo quelle che sarebbero dovute essere le mie maestre della scuola d’infanzia guardarmi con astio, disprezzo … mi costrinsero a cambiare scuola, non ritenendosi all’altezza di affrontare ‘un’alunna problematica’ come me. Non incontrai affetto neanche dai miei compagni che mi torturavano con parole velenose e gesti ostili … Mi sono chiusa nel mio universo freddo, creando una corazza impossibile da scalfire o da penetrare, tra le mie quattro mura di solitudine”. Le scuole medie, però, “sono...
FDG: da 38 anni al servizio dei giovani con il diabete

FDG: da 38 anni al servizio dei giovani con il diabete

Sono trascorsi 38 anni dalla nascita della Federazione Diabete Giovanile, nata per tutelare e rappresentare i bambini e i ragazzi con diabete insulino dipendente. Fin dall’inizio delle nostre attività, gli sforzi si sono concentrati su due punti: assicurare ai giovani con diabete piena autosufficienza e tutelarne i diritti nelle sedi competenti. Leggi l’ articolo...
diabete in età pediatrica, allarme dalla Sardegna

diabete in età pediatrica, allarme dalla Sardegna

Un grido d’allarme sul diabete in età pediatrica arriva dalla Sardegna. A farsene portavoce è Antonio Cabras, Presidente della Federazione Nazionale Diabete Giovanile, che richiama l’attenzione di media e istituzioni su una patologia, e i relativi sintomi, troppo spesso sottovalutati, e in particolar modo in bimbi e adolescenti. “Malgrado gli appelli e le campagne di sensibilizzazione che abbiamo condotto sui media nazionali in collaborazione con la SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica), – specifica Cabras – in Italia si continuano a trascurare i primi sintomi del diabete: eccesso di sete e pipì. La mia idea è che non ci sia ancora resi conto che ci troviamo difronte a un nemico invisibile, ma molto pericoloso, che richiede l’impiego di risorse non solo economiche, ma culturali. La cultura del diabete è un punto fondamentale nella lotta a questa malattia subdola ma con conseguenze devastanti che, spesso, possono avere conseguenze letali”. Cabras fa in particolare riferimento al caso della piccola Carla Borlenghi, di soli 5 anni, deceduta a Parma per una chetoacidosi diabetica che le ha provocato un edema cerebrale. LA CHETOACIDOSI – La chetoacidosi è un’emergenza molto diffusa nei casi di diabete giovanile e una recente ricerca condotta dalla SIEDP ha segnalato che dei 14.493 bambini seguiti dai Centri di Diabetologia Pediatrica, 2.453 hanno presentato esordio di malattia nel biennio 2012-2013. Tra questi bambini ed adolescenti, circa il 38,5% è stato ricoverato in chetoacidosi diabetica, di cui il 10.3% aveva una forma grave. La frequenza di chetoacidosi diabetica sale, in particolare, al 72% se si prendono in considerazione i bimbi di età prescolare, nei quali la forma grave interessa...
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