Ancora un caso di grave discriminazione sanitaria nel nostro Paese. E’ successo a Cagliari e ha per protagonista Michele, 20 anni e un diploma di perito capo tecnico con specializzazione in elettronica e automazione con votazione 100/100.

Attualmente Michele lavora in una azienda elettromeccanica come addetto al reparto pompe sommerse, ma non mancano occasioni per trasferte in altre aziende e in altri cantieri.

Tuttavia per le Ferrovie dello Stato, Michele non può essere assunto con mansioni di “operaio manutenzione specializzato” in quanto affetto da diabete di tipo 1. E questo malgrado Michele abbia superato tutti i test fisici, psicologici e motivazionali.

Logica la delusione del ragazzo “ Purtroppo non è la prima volta che mi vedo costretto a subire un’ingiustizia. Nei mesi passati ero stato contattato da Terna Rete Italia. Dopo aver superato i colloqui psicoattitudinali e tecnici ed essere rimasto fra i “tre finalisti in lista per l’assunzione” , sono stato scartato alla visita medica in quanto il diabete, secondo il loro medico competente, non poteva essere associato ad un lavoro che prevedeva presenze in quota.”
Al momento a nulla sono valse le proteste di Michele e le certificazioni del suo medico diabetologo:

Attualmente Michele pratica terapia insulinica in 4-5 somministrazioni di insulina e non presenta episodi di ipoglicemia se non in rari casi e con pronto riconoscimento degli stessi. E’ in grado di attuare una rapida correzione perché è stato istruito a farlo sin dalla tenera età ed è anche in grado di seguire una corretta alimentazione ed una attività fisica regolare. Negli ultimi anni è stato sempre puntale nell’eseguire i controlli e nel presentarsi agli appuntamenti per la correzione alla terapia. Non presenta patologie associate o complicanze. Michele “vuole” stare bene!”.

 

Antonio Cabras, Presidente della Federazione Diabete Giovanile, è intenzionato a portare il caso nelle aule competenti. “Non è la prima volta che ci troviamo a dover difendere i diritti di un giovane con diabete e anche in questo caso porteremo la nostra battaglia fino in fondo. Sarebbe il caso che anche in Italia le commissioni d’esame prendessero definitivamente atto delle attuali condizioni di vita dei tanti ragazzi che lavorano e convivono tranquillamente con questa patologia, esattamente come accade nel resto del mondo. Ma ancora oggi l’ostacolo da superare è la diffidenza nei riguardi del lavoratore diabetico. Il datore di lavoro è prevenuto perché sostiene che il diabetico non possa assolvere alle proprie mansioni lavorative come gli altri dipendenti, e che possa frequentemente assentarsi per malattia. Ai progressi che si registrano in campo diabetologico corrisponde un aggravamento dei problemi di inserimento e di partecipazione completa alla vita sociale. È ormai condiviso dalla Federazione Nazionale Diabete Giovanile, dai Diabetologi, Medici del Lavoro, ecc… che il diabete mellito, ben compensato, non debba rappresentare un ostacolo per l’inserimento nel mondo del lavoro e non implica una riduzione della capacità lavorativa.”

 

Antonio Cabras fdg 3452390592

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