“Sono senza parole – è il primo commento di Antonio Cabras, Presidente della Federazione Diabete Giovanile sul decesso del piccolo Giulio avvenuto nell’Ospedale di Santorso, nel Vicentino. “Sarebbe stato sufficiente un prelievo di sangue per capire che il piccolo era affetto da diabete e salvargli la vita con una semplice puntura di insulina.

Per anni abbiamo denunciato casi di malasanità, ma ora è il momento di affrontare un problema più serio: la mancanza di sanità. Gli ospedali, i reparti di Pronto Soccorso, sono privi di personale specializzato in grado di  cogliere i segnali di una crisi ipo o iper glicemica. I tagli al personale, i risparmi sono fattori di cui non vogliamo più sentir parlare soprattutto quando è in ballo la vita di un bambino.

Oggi è il momento del rispetto, del dolore, della vicinanza a Erica e Luca, i genitori di Giulio”- ha proseguito Cabras. “Ma da domani ci attendiamo delle risposte concrete non solo per arrivare alla verità e individuare eventuali responsabilità, ma soprattutto per stimolare i nostri politici a capire che ci troviamo difronte a un’emergenza diabete, che abbiamo bisogno di competenze specifiche in ogni angolo del Paese, sul piano medico e paramedico.

Episodi come quelli di Giulio si ripresentano periodicamente e con le stesse modalità – ha concluso Cabras – ma l’immobilismo delle autorità sanitarie è allarmante e deprimente e soprattutto nettamente in contrasto con quanto contenuto nel Manifesto per i Diritti e i Doveri del diabetico approvato ormai 10 anni fa’ dal Parlamento e dal Governo”.

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