Autocontrollo e autogestione Cap.7
La disponibilità delle strisce reattive facilita notevolmente il monitoraggio della glicemia e della glicosuria in ambito familiare. Sulla base delle informazioni fornite da queste semplici tecniche è possibile l’intervento attivo del paziente sulla modulazione della terapia insulinica e dietetica (15).
L’obiettivo verso cui tendere è un’oscillazione accettabile della glicemia, in grado di evitare ipoglicemie evidenti e misconosciute, ed iperglicemie pericolose perché le complicazioni sembrano in gran parte dipendere dalla glicosilazione non enzimatica delle proteine in presenza di elevata disponibilità di glucosio.
E da sottolineare il vantaggio che deriva dall’uso di ausili tecnici quali il reflettometro, il pungidito ecc. perché, ad es., la lettura esatta della glicemia assicura una maggiore tranquillità psicologica al diabetico, mentre il pungidito, indolore, esclude il possibile effetto traumatico nella pratica delle glicemie.
I fondamentali elementi dell’autocontrollo sono:
1) - la glicemia determinata a domicilio con strisce reattive a lettura rapida che è da preferire al semplice controllo della glicosuria.
Sarebbe opportuno per una buona condotta terapeutica che il controllo della glicemia avvenisse giornalmente prima di ogni pasto e prima di coricarsi. Per i bambini si suggerisce di fare la glicemia al mattino e alla sera.
I pazienti che la praticano hanno migliori livelli di emoglobina glicosilata e minori ipoglicemie misconosciute.
Può essere ripetuta anche nel corso della giornata secondo criteri variabili.
I livelli ottimali della glicemia al mattino sono 90-140 mg/dl; valori glicemici più alti vanno corretti aumentando per quel giorno l’insulina pronta. Viceversa valori frequentemente inferiori devono consigliare di ridurre l’insulina intermedia serale. La glicemia prima di pranzo deve essere bassa; altrimenti è consigliabile una piccola dose extra d’insulina pronta. Se la glicemia prima di cena è elevata solo occasionalmente è necessario aumentare l’insulina pronta serale; ma se l’iperglicemia serale è costante bisogna aumentare l’insulina del mattino. E consigliabile una glicemia prima di addormentarsi. Le modulazioni della dose insulinica devono essere generalmente contenute: sotto i 10 anni tra mezza unità e tre unità al massimo; dopo i 10 anni tra i unità e 5 unità al massimo. È irrealistico proporre un numero troppo elevato di glicemie quotidiane, che non verrebbero eseguite, e quindi per ovviare a questo problema, fatta salva comunque la necessità di fornire poi al centro diabetico un diario di controllo glicemico il più possibile fedele si può ricorrere al cosiddetto controllo a scacchiera.
Questo metodo prevede che, data una serie di orari di controllo: h 7,30; h 10,30; h 13,00; h 17,00; h 20,00; h 23,00, si eseguono solo un paio di glicemie giornaliere in orari diversi, in modo tale da poter avere nell’arco di una settimana un quadro glicemico sufficientemente esauriente. È tuttavia da consigliare un profilo glicemico due volte al mese.
2) - La glicosuria e la chetonuria mediante strisce su urine appena emesse dovrebbe essere controllata quattro volte al giorno. Due volte al mese sarebbe utile un dosaggio dello zucchero effettivamente eliminato con le urine nelle 24 ore.
La glicosuria integra utilmente i valori della glicemia; può essere utilizzata per modulare l’insulina solo con prudenza. La glicosuria del mattino informa sull’andamento notturno della glicemia. Glicosurie mattutine ripetutamente alte consigliano l’aumento dell’insulina intermedia serale. La presenza (sempre al mattino) della sola acetonuria segnala la possibilità d’ipoglicemie notturne.
3) - Il diario dell’autocontrollo nel quale deve essere indicato tutto quello che si riferisce al trattamento: insulina, alimentazione, attività fisica, controlli; e tutti gli avvenimenti straordinari: malattie intercorrenti, stress emotivi ecc.
4) - Deve infine essere raccomandato il dosaggio delle fruttosamine (specialmente all’esordio della malattia) e dell’emoglobina glicosilata, ogni 2-3 mesi.
È infine da ricordare (come l’esperienza insegna) che un autocontrollo eccessivamente pignolo è a lunga distanza improponibile: vale la pena dunque cogliere con ragionevolezza le possibilità reali di questo valido metodo. |