| L'agd fa parte della F.D.G. - Federazione nazionale Diabete Giovanile | |
| Spot in TV DELLA JDF- Juvenile Diabetes Foundation - I diabetici ciechi........... | |
DA "LA NAZIONE" del 10/3/2001 - pag.6 Q.N. | |
BAMBINO SOTTO CHOC PER SPOT IN TV Video sotto accusa – La mamma di un dodicenne diabetico: < nel filmato si dice che quel male fa diventare ciechi> ASCOLI — Sotto choc a 12 anni per uno spot visto alla tv. Un ragazzine di Àscoli, diabetico dall’età di 5 anni, è rimasto turbato da uno spot per la prevenzione del diabete infantile, andato in onda mentre guardava la televisione con suo fratello. A un certo punto, sul video sono comparse le immagini di un bambino che «si allena a diventare grande»: gioca in casa bendato, cammina a tentoni, cerca di scendere le scale. Il pianto del fratellino I1 dodicenne ascolano si è girato verso il fratellino: «Ve-di, quello è uno come me. Anche io ho il diabete». Il fratellino è scoppiato in lacrime, è corso dalla mamma e le ha raccontato l’accaduto, dicendo che il fratello era diventato «molto triste» Insulti al telefono Poi, nella serata di ieri, lo spot è stato ritirato. Lo hanno deciso di comune accordo la Juvenile Diabetes Fundation e l’agenzia Black Pencil. Dice Aurora Ketmaier, referente italiana della fondazione Usa che ha commissionato lo spot, realizzato gratis dalla Black Pencil: «Siamo stati insultati, ci hanno telefonato in tanti dicendoci delinquenti, maiali... Ma noi non volevamo stupire ne commuovere con mezzi subdoli, solo ricordare che il diabete è un problema per tre milioni di italiani. Sia pure in buona fede, abbiamo commesso un errore. Chiediamo scusa e ritiriamo tutto». | IL COMMENTOdi Gabriele Cane' Fare attenzione ai più fragili e non solo al dio dell’audience
Prevenzione o trauma? La mamma di Ascoli non ha avuto dubbi, E noi con lei. Lo spot sul diabete infantile, infatti, era un po’ come certi manifesti di Oliviero Toscani: ti dò un pugno nello stomaco, così mi compri i golfini. In questo caso, se Dio vuole, lo scopo era piu ’ nobile, ma il risultato era analogo: il pugno c’era, ma non era affatto detto che il destinatario del colpo «acquistasse la merce», cioè recepisse il messaggio in modo positivo. Anzi. Era più probabile che ne restasse choccato: magari non sarebbe mai diventato cieco, ma la paura gli sarebbe rimasta addosso tutta la vita. E bene hanno fatto la Fondazione e l’agenzia pubblicitaria a prevenire l’Authorìty, sospendendo la messa in onda. Ma dopo questo ennesimo incidente, bene faranno so-prattutto le televisioni, pubbliche e private, a valutare (finalmente) con più attenzione quello che trasmettono, almeno nelle fasce cult dei bambini. Partendo (o ripartendo) a nostro sommesso avviso, da un banale concetto da padri (o madri) di fami-glia: che non è strettamen-te necessario traumatizzare per interessare a un ar-gomento, e che il trauma non è affatto sinonimo di libertà e di crescita. Aggiungiamo, tanto per restare nel «banale», che c’è un posto e un’ora per ogni messaggio, soprattutto se emana da quella scatola stupenda e allucinogeno che è la televisione.
Senza voler entrare nell’inesauribile serbatoio della tv spazzatura, infatti, ogni giorno ci vengono offerti spunti di riflessione e preoccupazione. Come l’innocuo» telefilm «Buffy», in onda a metà pomeriggio, a causa del quale pochi giorni fa un bambino a Firenze è rimasto a lungo sotto choc. Bambino sensibile, certamente, ma forse anche serial truculento, essendo una passerella di vampiri e accoltellamenti. Come lo spot della tra-smissione «Tempi moderni», in cui due lingue s’intrecciano in uno sfacciato primo piano. O le pubblicità del film Hannibal, per non parlare di certi carto-ni super-violenti da cui i piccoli traggono overdosi di aggressività. Concludendo: non biso-gna fare di ogni erba un fa-scio e accomunare le campagne anti diabete allo show cloaca di Luttazzi. Per carità. Ma occorre ca-pire che la Tv è uno stru-mento da usare col fioretto e non con la clava, con il filtro e non a marmitta aperta, con attenzione ai più fragili e non solo al dio audience, con l’idea di rimetterci anche qualche lira, ma di guadagnarci in credibilità. In poche parole: il contrario di oggi. |
DA "LA REPUBBLICA" di Sabato 10/3/2001 Pagina 25 | |
Ritirato lo spot choc del bambino diabetico Polemiche per come è stato trattato il tema della cecità. Via dalla tv dopo la denuncia di una famiglia di Ascoli ROMA -Un bimbo bendato che si aggira a tentoni per casa e la scritta «questo è un bambino diabetico che si allena a diventare grande», cioè cieco. Trenta secondi di spot tv per la prevenzione del diabete infantile hanno sconvolto genitori e bimbi malati e stanno provocando un "caso". | |
DA "LA GAZZETTA DEL SUD" | |
Diabete, proteste contro spot choc | |
I COMMENTI A QUESTO INCRESCIOSO EPISODIO | |
Il commento dell'AGD Grosseto ad una richiesta di informazione Gentile sig. Da Re Ho intravisto di sfuggita la pubblicita' fatta dalla JDF, che e' tutt'altra cosa delle associazioni per il diabete giovanile e della nostra federazione nazionale F.D.G., e ne sono rimasto sconcertato prima come padre e poi come responsabile di un'associazione che si batte da oltre 20 anni per far sentire e considerare questi bambini e giovani alla pari di tutti gli altri bambini. Se ho afferrato bene il messaggio che viene dato, lo ritengo quanto meno ingannevole ed inopportuno. Ingannevole perche' non e' assolutamente vero che i bambini diabetici siano condannati a diventare ciechi. I responsabili della JFD italiana sono rimasti alle statistiche di 30/50 anni fa e dimenticano che da allora con l'istruzione e l'autocontrollo che tutti i bambini e poi i giovani e poi gli adulti praticano si ha un'aspettativa di vita pari a quella di ogni altro bambino e se delle complicanze dovessero comparire esistono terapie ottimizzate e strumenti che senz'altro possono scongiurare, nella quasi totalità dei casi le previsioni catastrofiche fatte in quello spot pubblicitario. Ritengo il messaggio inopportuno pensando a tutti i genitori che lo vedranno ed al dolore che provochera'. Non e' questo il metodo per raccogliere fondi e per giunta spendendo centinaia di milioni in pubblicita'. Anche la nostra federazione sta raccogliendo dei fondi per finanziare un progetto di ricerca presso l'universita' di Roma (vedere la sezione dedicata alla ricerca sul sito http://www.fdgdiabete.it ) ma lo fa con il sorriso e senza terrorizzare le persone. Mi riprometto nei prossimi giorni, non appena saro' riuscito a vedere per intero lo spot, di esprimere questo mio pensiero alla responsabile della JDF Italia Sig.a Ketmaier al numero 0685300558 cosi' come risulta dal sito di Theleton alla voce diabete. Cordiali saluti R. Bernabò
| From: Antonio Cabras To: mdenis@jdfcure.org <mailto:mdenis@jdfcure.org> Sent: Saturday, March 10, 2001 9:36 AM Subject: pubblicità italiana su cecità dei diabetici La Federazione Diabete Giovanile rappresentante dei bambini e dei giovani diabetici italiani opera nel nostro paese da 20 anni con l'obiettivo principale di formare il diabetico e la sua famiglia attraverso la conoscenza della patologia con una continua rete di educazione e informazione nazionale , che ci vede ai primi posti in Europa. Questo obiettivo , che ha portato il diabetico ad autogestire con responsabilità ed intelligenza la malattia ha portato, come hanno dimostrato i nostri recenti dati scientifici ,alla constatazione del fatto che, dopo 25 anni di diabete, le complicanze restano in netta diminuzione rispetto al passato e non portano in ogni modo a situazioni drastiche o fortemente invalidanti. Tutto ciò ci ha resi orgogliosi e contenti e non possiamo permettere che la cecità pubblicizzata dalla JDF distrugga il lavoro, la serenità e la fiducia raggiunta dai nostri bambini, dei giovani diabetici e dei loro familiari. Antonio Cabras Presidente FDG. |
Ancora dall' AGD Grosseto al Giornale La Nazione Alla particolare attenzione dei Dott.Valerio Rosa e Gabriele Cane' Ho intravisto di sfuggita lo spot incriminato e poi, come anche la nostra federazione, ho ricevuto numerose segnalazioni. Dire che sono rimasto sconcertato e' poco, direi piuttosto nauseato ed estremamente irritato dal contenuto del messaggio frutto dell'incompetenza del committente. Da venti anni le nostre associazioni (ce ne sono quasi una per provincia) si battono per far sentire questi bambini uguali agli altri e far sancire, anche a livello legislativo (vedere legge 115-16/3/87 http://www.agd.it/leggi/dialeggi.htm ) questa uguaglianza. Sono decenni che siamo vicini quotidianamente alle famiglie ed ai ragazzi per portare la nostra testimonianza di solidarieta' e di perfetta possibilita' di controllo del "problema" diabete, che impegniamo tutte le nostre forze, unitamente ai medici specializzati, per insegnare l'autocontrollo del diabete, che organizziamo campi scuola e corsi http://www.agd.it/campisc/index.htm per rendere questi bambini e ragazzi autonomi e pienamente integrati nella società ma, sopratutto coscienti del proprio stato metabolico e della possibilita' di controllarlo adeguatamente nel tempo. E' vero che abbiamo dei problemi e per cercare di risolverli la nostra federazione FDG ha avviato, presso l'università "La sapienza" di Roma un progetto di ricerca genica http://www.fdgdiabete.it/diabete/index.htm Anche noi abbiamo bisogni di fondi, pero' li cerchiamo con il sorriso e non con il terrore. La differenza fra le nostre associazioni e la rappresentante in Italia della JDF sig.ra Ketmaier (e' una associazione internazionale con sede negli stati uniti che si occupa esclusivamente della raccolta dei fondi http://www.jdf.org/index.html ) e' che noi da sempre e per statuto siamo vicini ai bambini ed alle loro famiglie quotidianamente e conosciamo bene le sofferenze ed i traumi che attanagliano le famiglie, specie al momento dell'esordio. Il reperimento dei fondi, per noi, NON e' il principale ed unico obiettivo. Infine mi sembra ridicola la dichiarazione di buona fede della Katmaier citata alla fine dell'articolo a firma Valerio Rosa. Io direi piuttosto che e' una dichiarazione di incompetenza. Peccato che l'organizzazione Thelethon l'abbia sempre accolta (unica e sola)nelle proprie manifestazioni snobbando tutte le nostre associazioni e la nostra federazione nazionale presenti sul terriorio anche da 30 anni. Vi ringrazio, percio', per il risalto che avete voluto dare alla notizia; un ringraziamento particolare all'estensore dell'articolo Valerio Rosa e del commento Gabriele Cane'. Noi riprodurremo l'articolo nelle pagine della rassegna stampa all'indirizzo http://www.agd.it/stampa/index.htm mentre la nostra federazione nazionale ha gia' provveduto a scrivere alla sede degli Stati Uniti della JDF stigmatizzando il contenuto dello spot e chiedendo l'allontanamento della loro rappresentante in Italia. Cordiali saluti R.Bernabo' A.G.D. Grosseto / F.D.G. - agd@agd.it www.agd.it www.fdgdiabete.it fdg@fdgdiabete.it | |
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