|
| Giornata Nazionale del Giovane Diabetico: prospettive e speranze per il futuro | |
| Il diabete è una patologia che oggi affligge quasi duecento milioni di persone in tutto il mondo e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la sua incidenza è destinata ad aumentare a causa dell’invecchiamento della popolazione, dell’aumento del numero di persone obese e di uno stile di vita sempre più sedentario. Ma esiste anche un’altra tipologia di diabetici che non ricevono, solitamente, molta attenzione da parte dei mass-media e dell’opinione pubblica: sono i giovani che soffrono di diabete di tipo 1, tipico dell’età infantile e adolescenziale perchè provocato da un difetto genetico o ereditario nella produzione dell’insulina. Di diabete di tipo 1 si ammalano ogni anno 9 giovani ogni centomila abitanti nella fascia di età 0/14 (circa 1.200 giovani all’anno) e più o meno lo stesso numero di ragazzi si ammala di diabete di tipo 2 (caratterizzato da una resistenza dell’organismo all’insulina): spesso si tratta di giovani obesi, che non fanno attività fisica e che si ritrovano a dover cambiare stile di vita, seguendo una dieta ferrea e una terapia di ipoglicemizzanti orali. A loro è dedicata la quarta edizione della Giornata Nazionale del Giovane Diabetico, in programma sabato 9 ottobre a Roma e promossa e organizzata dalla Federazione Nazionale diabete Giovanile (FDG), un’organizzazione di volontariato attiva dal 1981 che coordina numerose associazioni nazionali finalizzate al miglioramento delle condizioni socio sanitarie dei bambini e dei giovani con diabete. L’obiettivo della Giornata è quello di “evidenziare ed esaminare, insieme a tutte le componenti sociali, la cura, l’assistenza, gli aspetti sociali della malattia”. Centro della Giornata sarà il convegno “I Bambini e i Giovani nel terzo millennio - Esperienze a confronto per la sconfitta del diabete”, in programma presso il centro congressi Grand Hotel Palatino di Roma alle ore 15.30. Un’occasione di incontro per discutere del rapporto medico paziente, di disuguaglianze sociali che incidono sulla salute fisica e psicologica del paziente, della possibilità di realizzare un network che promuova l’integrazione tra culture assistenziali, scientifiche e sociologiche. | |
| 08/10/2004 - MFL Comunicazione | |